mi rendo conto che siete in diversi a seguire questo blog: grazie per l'attenzione che mi mostrate. vorrei fare molto di più, ma c'è sempre il tempo in agguato, sempre troppo poco. Son contenta di me, non mi son fermata, sto preparandomi, continuando quello che è la mia passione per la scrittura, in maniera un po' diversa da come era nato il suo sviluppo, a un ulteriore salto: che il cielo me la mandi buona. E sarà un gesto, una parola che ti riporteranno a te, e sarà festa. Periodo molto, molto intenso, ma molto, molto gratificante e gioioso, Son contenta di me: ancora riesco a giocare con me stessa e a inventare favole...che in fondo sono solo una: è la favola, la favola della vita
Ieri sera ho riletto i racconti e favole che per primi ho pubblicato su carta. Erano anni che non li prendevo per mano, leggevo cioè: mi son sembrati strani. Non strano il loro contenuto,no, il modo, lo stile di scrittura. Sembrava non mi appartenesse, sembrava che un'altra persona, e non io, li avesse scritti. Troppi voli pindarici nella narrazione, troppe virgole e virgolette. Ho cercato di analizzare, mi piace ricercare le cause di una mia azione nel caso mi appaia in qualche modo "fuori luogo" o non esattamente conforme al mio modo d'essere, il tutto ed ho pensato che quelli erano i miei primi racconti e quel linguaggio che ho avvertito quasi "artificioso" fosse stato in quel dato momento della mia vita dettato da una incertezza di fondo, non erano anni facili, oltre che dalle prime volte che in qualche modo mi "esponevo" con la scrittura, soprattutto perchè il mio linguaggio a tratti, in questi scritti, risulta un po^ complicato oltre che grezzo - si, l'ho trovato così (continuerò dopo questo post, ora devo scappare. Riprendo per mano questo post domenica pomeriggio e mi rendo conto di quanto sia stato relativo il mio dopo di qualche giorno fa). Dicevo che il mio linguaggio non è quello che uso correntemente: nè quello parlato, nè quello scritto. Certo, col tempo si matura, come persona così desideri, aspettative, pensiero e quindi si cambia un po' anche in quello che è espressione di scrittura.
Mi sentivo all'improvviso spiazzata: tutto quello che avevo desiderato si stava materializzando tutto insieme e mi veniva da pensare se adesso potessi essere in grado di affrontare tutto. Mi sentivo come un bambino al suo primo passo, mi passava nella mente un turbinio di emozioni, sembrava che come in una sequenza personaggi conosciuti e non sfilassero davanti ai miei occhi e tutti gli uccelli del mondo si fossero dati appuntamento in quel luogo per cantare la loro canzone. Fu questione di un solo attimo: ce la posso fare. E ce la feci.
Mi trovavo, quella mattina, a vagare con l'automobile sui passi dolomitici. Era come se la mia volontà per incanto si fosse cancellata, ero come in una nebbia, trasportata dalla casualità del momento e di ciò mi rendevo perfettamente conto. Ad un tratto, appena passata la cima del passo, in un piccolo spiazzo, m'apparve, come in una visione, un cavalletto con una tela su e, guardando meglio, ero arrivata dal dietro , un pittore che eseguiva il ritratto ad una donna seduta su un sasso. La coppia era una coppia di anziani che quando mi videro smontare dall'auto, per nulla al mondo avrei perso l'occasione di scambiare quattro parole con loro, restarono meravigliati. Seppi dopo che quello era il "loro luogo" da diversi giorni e che nessuno si era mai fermato a cercare di intessere un discorso con loro: tutti osservavano la scena ma tiravano dritto, per modo di dire, visto che eravamo proprio su un tornante. " Non vorrei disturbare ma mi piacerebbe fermarmi ad osservarvi un pò: mi permettete?"
Oggi è il giorno dei funerali, dell'addio a Alda Merini
Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi
e mette assieme tutti i suoi giorni
in una mano tesa per donare,
in una mano che assolve
perché vede il cuore di Dio.
Ma la città è triste
perché nessuno pensa
che i fiori del Poeta sbocciano per vivere molto a lungo
per le vie anguste della grazia.
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
Trovo questo periodo della mia vita molto intenso: bello come il sole ad occidente, vasto come l'onda del mare, vero come un nugolo di gabbiani che sorvola una valle. E sto traendo da esso una tale ricchezza interiore che, sinceramente, pensavo fosse per me cosa ormai esaurita, il trarne sempre e comunque intendo. E quando sarà buio sarà un gesto, una parola, un respiro che ti diranno ch'è una nuova alba. E si ricomincerà a riaprire il sacco dell'anima che in realtà è sempre stato aperto. E ad aggiungerci elementi...
In questo luogo che sa d'rreale
in grembo fiorisce una rosa
mentre voluttuosamente fumo una sigaretta
lontano sembra il traffico di carghi che ingombra la statale
corrono s'inventan percorsi
sappiamo tutti che una meta c'appare
una stella ch'è là per noi
senz'ombra di dubbio senza perchè
queste mie sensazioni fluttuano nell'aria
volteggiando allegramente si dilatano
mi tornano con la carica di chi s'è guardato attorno
ha preso il meglio di sè l'ha donato
e se ne va in giro cantando una canzone alla vita.
Un'onda di tenerezza m'accarezza il dorso
domani è un altro giorno
ma vivo adesso per quello che mi dà l'oggi
piccoli coriandoli di pioggia
si preparano alla discesa
sparisce la fretta
e la sequoia continua a guardare
interminabile il giro della vita
tu albero sacro che tanti ne hai visto morire
In quest'atmosfera ovattata lesto un colpo di vento
Ciao come stai qunto è bello il tuo mondo
facili parole c'è che chi ascolta sente
in queste nuvole basse
che nascondono alla vista le cime più alte
volteggiano foglie nel loro ultimo saluto
staccate da padre albero
s'uniscono
a formare tappeto soffice
che scricchiolando
attutirà il passo del viandante.
Il buio prepara la sua trama di canzone
una poesia si leva
amletico dubbio presto risolto
dacci oggi il nostro pane quotidiano
e innumerevoli fiori
da cullare la vita
s'alza il vento
forse il cielo annaffierà
tutte le sue betulle
il nostro io
piange di moderazione ora il suo occhio
non può far finta che nulla sia
che gioia questo mare che una volta lambiva le sorgenti ora arse
tornano i più a casa dal lavoro
indaffarati ci modelliamo alla vita
Una persona come tante. Mi piace scrivere, sono una sognatrice e l'umanita' mi meraviglia ancora...Come la natura, come tutto cio' che mi circonda, come tante altre cose.
Avendo cambiato la mia vita sto cercando di aggiornare il blog.
Amo
amo il mondo, l’universo, il
sole, le stelle, la luna, amo chi porge sinceramente una briciola d’amore, amo
la vita, amo i miei simili, tutto ciò che mi circonda, te Madre Natura
odio
solo una volta, penso, di aver provato questo sentimento, un momento solo, ma forse era solo rabbia. Detesto l’ipocrisia, il falso moralismo, la cattiveria, la saccenza...
Sogni....
Una nebbiolina leggera
Intarsiata di nulla
Veloce il pensiero
corre nel vento
siamo ancora salvi
nell'oscurita'
di una luna
a mezz'aria
Una bandiera che s'innalza
Il mio pensiero a te
risa innocenti di fanciulli
orli rifatti di vecchie gonne
siamo ancora salvi
con le mani protese
aspettando altre mani...